ATTIVITA' PRATICHE E CREATIVE
Gioco da tavolo sulle fonti di energiaUn gioco da tavolo è un gioco che richiede una ben definita superficie di gioco, che viene detta di solito “tabellone” o “plancia” laddove non esistano termini più specifici legati allo specifico gioco in questione. Sulla superficie vengono solitamente piazzati e/o spostati i “pezzi” che, sempre in assenza di termini più specifici, si diranno “segnalini”.
I giochi da tavolo rappresentano un fenomeno piuttosto diffuso nei paesi occidentali come momento di aggregazione, sebbene la loro importanza nella vita sociale dipenda anche dalle tradizioni nazionali. In Germania e nei paesi di lingua tedesca, per esempio, la cultura del gioco da tavolo è molto più diffusa che in Italia.
SVILUPPO DEI GIOCHI DA TAVOLO
I giochi da tavolo e i giochi in scatola iniziarono a diffondersi nel XX secolo, in seguito alla nascita di un ceto medio che aveva a disposizione denaro da spendere e tempo libero. La popolarità del gioco da tavolo crebbe ancora di più dopo la seconda guerra mondiale, epoca in cui vennero inventati molti dei giochi che oggi sono considerati classici del genere.
L’avvento della tecnologia informatica ha portato i videogiochi, che certamente hanno sottratto ai giochi da tavolo parte dell’attenzione di cui godevano in precedenza; in particolare, sta rapidamente declinando la categoria dei giochi da tavolo con regole molto complesse, che si prestano evidentemente a essere applicate dal calcolatore in modo più veloce, rapido e affidabile.
Tuttavia, i videogiochi non svolgono, a oggi, molti dei ruoli chiave del gioco da tavolo (in particolare l’aggregazione e l’intrattenimento familiare), per cui è improbabile che possano soppiantarli del tutto. In effetti, esiste anche una certa interazione fra le due categorie di giochi: alcuni videogiochi sono trasposizioni di giochi da tavolo, e alcuni giochi da tavolo, viceversa, derivano da videogiochi di successo.
IL NOSTRO MODELLO: IL TRIVIAL PURSUIT
Trivial Pursuit è un gioco da tavolo di origine canadese in cui i giocatori misurano la propria abilità nel rispondere a domande di generale.
Nel dicembre del 1979, a Montreal, Chris Haney, ricercatore iconografico del quotidiano cittadino The Gazette, e Scott Abbott, giornalista sportivo dell’agenzia The Canadian Press, stavano giocando a Scrabble quando, scoperto che mancavano dei pezzi, ipotizzarono di creare loro stessi un nuovo gioco: nacque così una discussione su chi avrebbe potuto inventare il gioco migliore.
Iniziata come una sfida tra i due, divenne poi una collaborazione che coinvolse anche il fratello di Chris, John, quando nel 1980 crearono con lui e con l’avvocato Ed Werner la Horn Abbot Ltd, per produrre e distribuire il gioco.
In breve tempo fu creato il Trivial Pursuit, il cui nome finale (che significa «caccia banale», «futile ricerca», «scopo frivolo») fu deciso dalla moglie di Chris.
Nel 1981 fu registrato il marchio e, per favorire la diffusione del gioco, in Canada le scatole venivano cedute ai distributori per 15 dollari l’una, affinché le vendessero a 29,95 al pubblico, anche se produrle costava 75 dollari ciascuna.
Dopo una tiepida accoglienza alla Fiera Internazionale del Giocattolo tenutasi a New York nel 1982, Trivial Pursuit fu finalmente lanciato nel mercato nel 1983.
IL TRIVIAL PURSUIT: COMPONENTI
La scatola completa dell’edizione Genus, cioè la versione base originale, in Italia contiene: un tabellone in cartone; un dado; due contenitori per complessive 1.000 schede in cartoncino, ciascuna delle quali riporta sei domande e, sul retro, le relative risposte; sei segnaposto di plastica e 36 cunei di plastica da inserire nei segnaposto nel corso del gioco.
I seimila quesiti riguardano queste sei categorie, contraddistinte ciascuna da un colore e da iniziali (in ordine di presentazione sulla scheda): geografia, spettacolo, storia, arte e letteratura, natura e scienza, hobby e sport.
IL TRIVIAL PURSUIT: SCOPO DEL GIOCO
Rientrare per primo nell’esagono centrale e rispondere correttamente alla domanda finale in una categoria scelta dagli avversari, vincendo così la partita. Ma prima di poter rientrare nell’esagono centrale, il giocatore deve aver raggiunto le sei caselle finali di ciascuna categoria ed aver risposto correttamente ad una domanda nella categoria relativa. Le sei caselle finali di categoria sono poste al termine di ciascun raggio della pista di gioco, contrassegnate da un triangolo colorato. È considerato un gioco per adulti non perché abbia contenuti non adatti ai minori ma per la difficoltà di talune domande.
IL TRIVIAL PURSUIT: COME SI GIOCA
A ogni giocatore (o squadra) viene consegnato uno speciale segnalino. Tutti i segnalini vengono posti nella casella centrale (di forma esagonale) e si decide chi inizia. Ciascun giocatore lancia il dado e chi realizza il numero più alto gioca per primo. In caso di parità si procede ad un altro tiro di dado.
Il giocatore che ha ottenuto il numero più alto inizia quindi la partita lanciando il dado ancora una volta e muove il proprio segnaposto a partire dall’esagono centrale in qualsiasi direzione per tante caselle quanti sono i punti ottenuti con il lancio del dado. Altrettanto faranno tutti gli altri giocatori, uno dopo l’altro.
Ogni volta che il giocatore pone il proprio segnaposto su una casella, sia essa una casella finale di categoria o una semplice casella, egli dovrà rispondere ad una domanda della categoria segnata nella casella.
La domanda, sempre contrassegnata dal colore e dalla sigla che ne identificano la categoria, viene presa dalla prima scheda in una delle due scatole e viene letta al giocatore da uno dei suoi avversari. Le risposte sono sul retro della scheda.
Se il giocatore risponde correttamente ha diritto ad un altro lancio di dado e relativa ulteriore domanda, e così via sino a che non sbagli la risposta cedendo il turno al giocatore alla sua sinistra.
Ad ogni lancio di dado, il giocatore può cambiare direzione, ma non può tornare sui propri passi nel corso dello stesso lancio. Se riterrà di dover tornare indietro dovrà attendere il prossimo turno di lancio. Il giocatore deve muovere il proprio segnaposto esattamente di tante caselle quanti sono i numeri ottenuti con il dado.
Il gioco continua rimettendo ciascuna scheda estratta nella sua scatola dietro l’ultima scheda.
Quando il giocatore riesce a raggiungere una casella finale di categoria e a rispondere correttamente, prende un cuneo segnapunti del colore relativo alla categoria stessa e lo inserisce nel proprio segnaposto.
Quando un giocatore ha raccolto i 6 cunei rispondendo correttamente alla domanda finale di ciascuna categoria, egli può iniziare a muovere il proprio segnaposto verso l’esagono centrale per tentare di vincere la partita.
Quando il giocatore in possesso dei sei cunei riesce ad arrivare sull’esagono centrale, gli altri giocatori si consultano per scegliere la categoria della domanda finale.
IL NOSTRO GIOCO DA TAVOLO SULLE FONTI DI ENERGIA
Basandoci sul funzionamento del Trivial Pursuit dovremo realizzare il nostro gioco sulle fonti di energia rinnovabili e non rinnovabili. Il materiale che abbiamo a disposizione per formulare gli argomenti e le domande saranno i capitoli del libro di testo.
Dovremo lavorare tutti insieme per realizzare questo gioco perchè il risultato finale sarà realizzato grazie al contributo di tutti i membri della classe.
GLI ARGOMENTI DEL NOSTRO GIOCO DA TAVOLO
Abbiamo a disposizione 12 argomenti, a cui assegneremo un colore diverso:
1. Legno e carboni fossili; 2. Petrolio; 3. Gas naturale o metano; 4. Energia nucleare; 5. Energia idroelettrica; 6. Energia geotermica; 7. Energia solare; 8. Energia del vento; 9. Energia dell’oceano; 10. Energia dalle biomasse; 11. Energia dai rifiuti; 12. Idrogeno.
PROCEDURA
Gli studenti sceglieranno l’argomento in base al proprio interesse e scriveranno il loro nome in una tabella per formare coppie oppure gruppi di 3 persone. Scelto l’argomento, ogni gruppo, attraverso un file di Google Documenti condiviso anche con l’insegnante farà il riassunto del proprio argomento. Questo riassuto servirà per costruire delle schede che andranno studiate prima di iniziare il gioco. Le schede avranno un formato prestabilito in modo da essere tutte uguali.
Ogni gruppo inventerà anche le domande da inserire nei cartoncini (una domanda per cartonicino, ma il numero dei cartoncini dipenderà dal numero di caselle scelte per il gioco). Realizzerò i cartoncini, che avranno anch’essi una forma predefinita per essere tutti uguali.
Verrà poi progettato il tabellone con le caselle (ogni casella avrà il colore di un argomento), il dado e le pedine.
E’ L’ORA DI GIOCARE
Una volta terminata la costruzione del gioco, gli studenti potranno sfidarsi a coppie oppure in gruppo. Vincerà l’alunno o il gruppo che darà il maggior numero di risposte giuste e di conseguenza, arriverà nella casella centrale del gioco.