ATTIVITA' PRATICHE E CREATIVE
Il rilievo della caffettiera "Cupola" di Aldo RossiLo scopo del rilievo è quello di misurare le dimensioni di uno o più manufatti per darne una rappresentazione esatta. Nella tradizione di questa disciplina la restituzione di un oggetto si basa sul metodo delle proiezioni ortogonali e si distinguono fondamentalmente due tipi di rappresentazioni grafiche: la pianta e il prospetto. La prima è una veduta zenitale che serve a descrivere l’oggetto nella sua estensione rispetto a un piano orizzontale; il secondo è una veduta laterale che proietta l’oggetto su un piano verticale. Ciò che conta più di ogni altra cosa in definitiva è la capacità di ragionamento dell’operatore, il quale dovrà trovare le soluzioni più idonee per rappresentare in maniera comprensibile ed esauriente il contesto del suo rilievo.
GLI STRUMENTI DI MISURA
Per realizzare il rilievo di un oggetto reale o di un edificio abbiamo bisogno di strumenti di misura.
Utilizzeremo:
– le squadrette da disegno
– il calibro: è uno strumento di misura della lunghezza, adatto a misurare la larghezza e lunghezza di un oggetto, la distanza tra due facce piane o la profondità di un foro. Gli strumenti in commercio hanno tipicamente una risoluzione pari a un decimo, un ventesimo, un cinquantesimo o un centesimo di millimetro.
– il metro estensibile o flessometro;
– il righello in metallo;
– il profilometro a pettine: strumento tipico del rilievo archeologico composto da aste di metallo che premute su una superficie ne assumono la forma negativa.
IL RILIEVO FOTOGRAFICO
La prima fase è l’osservazione dell’oggetto di cui vogliamo prendere le misure per capire quali sono le viste più adatte per realizzare il nostro eidotipo e su di esso, annotare le misure. Scattare alcune fotografie è utile per controllare com’è fatto l’oggetto o a capire meglio i dettagli nella fase di ridisegno.
L’EIDOTIPO
L’eidotipo è il disegno schematico in scala approssimativa, con l’indicazione delle quote e delle distanze dei punti rilevati nonché degli altri dettagli necessari. La stesura dell’eidotipo consente la discretizzazione (semplificazione ed individuazione degli elementi più importanti) dell’oggetto e permette di pianificare il successivo rilievo. Sull’eidotipo vengono preparate le linee di quota per annotare le misure prese con gli strumenti durante la campagna di rilievo.
Si definisce “eidotipo muto” lo schizzo privo di misure e di informazioni relative ai materiali del nostro oggetto ed è il passaggio intermedio per arrivare all’eidotipo “definitivo”.
L’eidotipo definitivo riporta tutte le misure e tutte le informazioni necessarie a ridisegnare l’oggetto. E’ spesso l’unico documento che resta del rilievo quindi raccoglie tutte, ma proprio tutte, le informazioni da utilizzare nella fase di ridisegno, soprattutto quando quest’ultima fase viene fatta senza la possibilità di rivedere l’oggetto oppure di accedere all’edificio.
LA STESURA DEL RILIEVO – LA PROIEZIONE ORTOGONALE
La forma di rappresentazione scelta per rappresentare la caffettiera consiste nella proiezione ortogonale. Sono state scelte le viste più significative: vista frontale e vista dall’alto.
Per poter impaginare la vista laterale e la vista dall’alto in un foglio A4 è necessario utilizzare la scala 1:2, dove la misura della caffettiera sul foglio da disegno è grande la metà rispetto alla caffettiera reale. Per dimezzare le misure è possibile utilizzare la calcolatrice.
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LA PROIEZIONE ORTOGONALE QUOTATA
Dopo aver steso la proiezione ortogonale è possibile aggiungere le quote. Le quote devono sempre indicare la misura reale dell’oggetto.
Le quote sono indicate in blu per aiutarne la distinzione rispetto all’oggetto ma normalmente sono disegnate in nero o grigio, con tratto più leggero rispetto a quello dell’oggetto.
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